Pay-per-lead

DefinizioneGlossario

Il pay-per-lead è un modello commerciale in cui paghi per ogni lead interessato che entra in pipeline, non un canone fisso. Sposta il rischio su chi genera i lead: se non produce, non incassa.

Aggiornato il 26 luglio 2026

In pratica

Cosa cambia quando il termine entra in un processo commerciale vero.

Funziona quando è chiaro cosa conta come lead: criteri concordati in anticipo, non interpretabili a fine mese. La trasparenza sulla definizione è tutto.

È diverso dal pay-per-click o dal canone: paghi il risultato utile, non l’attività o il tempo.

Nel B2B italiano

Il contesto che conta: PMI, cicli lunghi, decisori difficili da raggiungere.

Per una PMI italiana diffidente verso le agenzie, il pay-per-lead suona rassicurante: allinea l’interesse del fornitore al tuo, purché la definizione di lead sia onesta.

Ed è proprio lì il limite: quando il fornitore incassa solo a lead consegnato, l’incentivo è allargare la definizione di «lead» per far numero. Per questo Genius non lavora a pay-per-lead ma con un retainer di base mensile, dimensionato sui canali attivi.

Errori comuni

Quelli che vediamo più spesso quando se ne parla in call.

  • Non definire per iscritto cosa conta come lead.
  • Accettare come lead contatti fuori target pur di far numero.

Termini collegati

Da leggere insieme a questo, per avere il quadro completo.

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