Pay-per-lead
DefinizioneGlossario
Il pay-per-lead è un modello commerciale in cui paghi per ogni lead interessato che entra in pipeline, non un canone fisso. Sposta il rischio su chi genera i lead: se non produce, non incassa.
In pratica
Cosa cambia quando il termine entra in un processo commerciale vero.
Funziona quando è chiaro cosa conta come lead: criteri concordati in anticipo, non interpretabili a fine mese. La trasparenza sulla definizione è tutto.
È diverso dal pay-per-click o dal canone: paghi il risultato utile, non l’attività o il tempo.
Nel B2B italiano
Il contesto che conta: PMI, cicli lunghi, decisori difficili da raggiungere.
Per una PMI italiana diffidente verso le agenzie, il pay-per-lead suona rassicurante: allinea l’interesse del fornitore al tuo, purché la definizione di lead sia onesta.
Ed è proprio lì il limite: quando il fornitore incassa solo a lead consegnato, l’incentivo è allargare la definizione di «lead» per far numero. Per questo Genius non lavora a pay-per-lead ma con un retainer di base mensile, dimensionato sui canali attivi.
Errori comuni
Quelli che vediamo più spesso quando se ne parla in call.
- Non definire per iscritto cosa conta come lead.
- Accettare come lead contatti fuori target pur di far numero.
Termini collegati
Da leggere insieme a questo, per avere il quadro completo.
Vuoi vederlo applicato al tuo caso?
Trenta minuti in call: guardiamo il tuo processo commerciale e ti diciamo dove questo pezzo c'entra davvero.
